
La notizia della condanna a sei mesi di reclusione di tre dirigenti di Google Italia da parte del tribunale di Milano, per aver permesso su internet la pubblicazione di un video con le immagini di un disabile molestato, fa il giro del mondo e finisce sui principali siti di quotidiani e tv.
Sul GUARDIAN si sottolinea come "il gigante del Web sia stato profondamente colpito dalla condanna italiana", mentre il TIMES puntualizza che il reato contestato è di "violazione della privacy" in relazione alla pubblicazione sul web di un video con un ragazzo disabile molestato dai compagni in una scuola di Torino.
La notizia fa eco almeno quanto all’epoca dei fatti ne fece l’oggetto della condanna.
Tre dirigenti di Google Italia sono stati condannati a sei mesi di reclusione per evr permesso che su internet girasse un video con le immagini di un pestaggio ai danni di un bambino diversamente abile.
Anche il video allora fece molto scandalo, come lo ha fatto in questi giorni il gruppo aperto su facebook che inneggiava all’uccisone dei bambini affetti da sindrome di down.
Ma a guardare in giro, la notizia sembra aver fatto scalpore perché da molti autorevoli quotidiani ritenuta quasi ridicola, e senza voler dare giudizi, ma guardandola con obiettività : esiste un servizio, che tutti possono utilizzare.
Dove finisce la libertà ed inizia la privacy?
Qual è il confine e in che modo può essere stabilito?
E questa sarebbe, ovviamente, un’altra discussione.
Ma il caso è destinato a far parlare di sé per un po’.
Sulla homepage della BBC si ricorda che i "responsabili di Google sono stati dichiarati colpevoli in Italia" per aver violato la legge in materia di privacy anche se il caso viene definito "ridicolo" dall'ex commissario per l'Informazione della Gran Bretagna, Richard Thomas. "E' come se venisse perseguito il responsabile delle Poste perché qualcuno spedisce una cartolina con offese ingiuriose", ha detto Thomas alla Bbc.
Quasi tutti i quotidiani esteri sottolineano che la condanna avviene in Italia in riferimento alla violazione della privacy, rimarcando la ragione per cui i dirigenti di Google sono stati condannati.
Il NEW YORK TIMES :"un tribunale italiano ha riconosciuto come Google abbia violato la privacy"; stesso titolo per i due colossi dell’informazione sulla rete WASHINGTON POST e WIRED: "I manager di Google condannati per un video su un Down".
Le domande aperte da questa sentenza resteranno tali ancora per molto, certo ad oggi si segna un precedente importante per la storia del web 2.0
( 1 Voto )
![]() |
Non solo questione di buzz marketing | Google alla conquista della P.A italiana | ![]() |





















