
In tanti l’avevano detto, Murdoch l’aveva preanunciato alla fine il paywall è arrivato.
Nello stupore generale de il Times ha deciso di rendere consultabili a pagamenti i propri contenuti editoriali.
Una sterlina al giorno oppure due sterline per l'intera settimana.
Un cifra considerevole che vale quanto il quotidiano venduto off-line; certo gli abbonati delle versioni stampa e distribuzione potranno gratuitamente accedere ai contenuti a pagamento.
A partire da giugno il sito del quotidiano londinese Times e quello della sua edizione domenicale Sunday Times, saranno consultabili dopo l’abbonamento.

Un’operazione che a detta di Rebekah Brooks, direttore generale di News International, la società di Murdoch restituisce valore al giornalismo del quotidiano.
Noi crediamo del lavoro che facciamo avrebbe detto e non ci vergogniamo di dire che questo valore si possa trasformare anche in un paywall.
La discussione sui contenuti a pagamento ormai si fa pressante; da qualche tempo tantissimi quotidiani si stanno muovendo per ridistribuire le risorse tra il web e la carta stampata anche in virtù di un crollo decisivo del cartaceo.
Dopo la decisione di Murdoch tantissime altre testate stanno ragionando sulla possibilità di monetizzare la consultazione dei contenuti online.
Quella che fa parlare più di tutte di certo è la decisione del New York Times che dal 2011, adotterà sul proprio sito un modello "freemium" che consiste in una parte di contenuti gratuiti e in una parte a pagamento.
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