
Il gigante dei dvd inghiottito dal progresso.
Sembra proprio una strana colonna sonora quella che accompagna in questi giorni una strana notizia: la fine di Blockbuster.
La multinazionale della home distribution, si è srotolata in un quarto di secolo in più di 6.500 negozi in tutto il mondo.
Tantissimi i negozi aperti e chiusi negli ultimi tempi.
Quattromila sedi soltanto negli States, qualche centinaio in Italia.
Ma la parola fine è stata scritta dalla bancarotta; pare infatti, secondo fonti rilevanti di quotidiani made in States, che la multinazionale di Dallas, Texas avrebbe deciso di aggrapparsi al salvagente del Chapter 11, la legge Usa che disciplina la bancarotta.
Quasi viene da dire chi la fa l’aspetti.
Il marchio aveva infatti messo in allarme il mercato del cinema, timoroso di vedere svuotate le sale cinematografiche: il cinema ucciso dal dvd, i dvd uccisi da Internet.
In molti si sono confrontati sulle ragioni di questo clamoroso fallimento; ih realtà le trasformazioni che hanno lentamente distrutto il mercato dell’home distribution sono due.
In principio fu la tv via cavo, poi arrivò la rete.
Sempre la rete ha sancito il trionfo del cosiddetto video on demand, la possibilità cioè di scaricare online il film del momento, anche solo in affitto (prezzo sotto i 5 dollari) dai negozi virtuali come iTunes e Amazon.
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